Benvenuti nell’archivio di Cadillac, la famosa rivista che si redigeva da sola.

Cadillac è stata una rivista letteraria digitale, senza scopo di lucro né una versione cartacea. Nata nel 2012 a opera di Giulio D’Antona, Natan Mondin e Michele Crescenzo, ha cambiato spesso redazione, vedendo alternarsi, tra gli altri, Fabio Deotto, Andrea Pastore e Mauro Maraschi. In seguito, nel 2015, Cadillac ha imparato ad auto-redigersi, grazie al lavoro fondamentale di un comitato di lettura e di sofisticatissimi software al titanio.

Cadillac ha: 1) ospitato inediti di Jonathan Lethem, Shelley Jackson, Breece D’J Pancake, Pedro Juan Gutiérrez, Rosa Liksom, Max Blecher, Alberto Laiseca e tanti altri; 2) mantenuto, nella prima parte della sua vita, una fruttuosa collaborazione con Five Dials e il dialogo con N+1 e The Believer; 3) proposto traduzioni inedite di Edgar Allan Poe e Sylvia Plath; 4) fatto scouting delle nuove promesse della narrativa italiana; 5) dedicato spazio alle nuove leve dell’illustrazione; 6) sfoggiato copertine di Chiara Dattola, Lorenzo Ceccotti, Rita Petruccioli, Andrea Serio, Francesca Protopapa, Luigi Serafini, Manfredi Ciminale, Ilaria Palleschi e tanti altri; 7) un settimo punto non può mai mancare.

Cadillac ha smesso di ricevere nuovi testi il 27 agosto 2018, dopo 7 anni di attività. A ottobre dello stesso anno è uscito il 20esimo e ultimo numero, cui seguiranno tre numeri “postumi”. E questo è tutto.

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