Cadillac numero 18

EDITORIALE
Benvenuti in Cadillac 18, numero interamente composto da autrici e illustratrici donne, così come il 17 era esclusivamente maschile: ribadiamo che si tratta di vincoli formali gratuiti e ludici, che nulla hanno a che fare con questioni di genere: semplicemente ci piace che ogni numero abbia una caratteristica sua, e ci piace usare i doppi due punti.
Si comincia con La vita ti raggiunge ovunque di Claudia Petrucci, che parla dell’impossibilità di liberarsi degli odiosamati. Del racconto ci sono piaciute in particolar modo due cose: la maturità della scrittura, sempre specifica, mai retorica e, in generale, “esteticamente” bella, e la struttura binaria, nella quale due storie del tutto autonome e al contempo inestricabili si corteggiano fino alla fine. Votate Petrucci.
Ospitiamo poi per la terza volta la brava Barbara Bedin, con il suo Colline, scorcio da esterno nel mondo del volontariato, e tenue riflessione su quelli che possono essere gli impatti e gli strascichi. Potete star certi che Bedin tornerà ancora su queste pagine.
Tocca quindi a Dominique Campete, con La donna ideale, anche qui uno scorcio su una realtà poco conosciuta, che ci ha ammaliato per la leggerezza e l’intensità. Ma non possiamo anticipare altro.
Come Colline di Bedin, anche Cinque passi avanti, cinque passi indietro di Domitilla Di Thiene ci propone uno stringente confronto interculturale, ma non solo: anzi, nel suo racconto i temi che si intrecciano sono almeno quattro, ma anche qui è meglio non anticipare nulla, se non che puntiamo molto su Di Thiene e speriamo di ospitarla ancora.
Il quinto racconto è Lo scrittoio di Serena Ciriello e alleggerisce le atmosfere vissute fin qui, tutte piuttosto intense, raccontando l’antagonismo tra un uomo e un pezzo d’arredamento come parabola sul valore spesso sconsiderato che diamo agli oggetti.
E con Felice per la prima volta di Silvia Pillin ci spostiamo nel territorio del grottesco, con una voce narrante memorabile, che nonostante parli soltanto di morte non smette di strappare un sorriso. Unica pecca del racconto: dura troppo poco.
È quindi il momento di Acqua di Simona Friuli, un’altra autrice sulla quale puntiamo molto, dotata di una cifra alta, colta, musicalissima  eppure sempre fluida. Riguardo al contenuto, si tratta di una delle rivisitazioni di fiabe cui l’autrice sta lavorando, ed è pura suggestione.
Il buco di Arzachena Leporatti si contrappone a questo punto come antimateria, e adopera strumenti del tutto diversi per toccare le corde più delicate. Si sorride, nel buco, ma soltanto per poi caderci dentro.
Altro lieto ritorno è quello della fedelissima Sławka G. Scarso, che qui gioca con uno dei suoi settori di competenza per regalarci un gioco letterario di echi a noi cari.
E chiudiamo con Deontologia di Greta Zoran, monologo pruriginoso dal ritmo serrato che da un lato ci spinge a riflessioni etiche e dall’altro a un certo nichilismo compiaciuto.
Buona lettura!

Sfoglia il numero su Issuu, oppure scaricalo in PDF

INDICE

Claudia Petrucci, La vita ti raggiunge ovunque
Barbara Bedin, Colline
Dominique Campete, La donna ideale
Domitilla Di Thiene, Cinque passi avanti, cinque passi indietro
Serena Ciriello, Lo scrittoio
Silvia Pillin, Felice per la prima volta
Friuli Simona, Acqua
Arzachena Leporatti, Il buco
Sławka G. Scarso, È giunto il momento
Greta Zoran, Deontologia

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Numero 18. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...